Qualche giorno fa, i giornali e quindi i social hanno pubblicato il video di Fabio Rovazzi che, impegnato in una diretta Instagram, subisce il furto del proprio telefonino in diretta, mostrando anche tutta la corsa concitata che ne è seguita.
Il video ha fatto scalpore ed è stato ripreso da articoli che sottolineano la criticità della situazione che Milano sta vivendo oggi, tanto che un personaggio cosi celebre ha dovuto vivere una cosi spiacevole avventura. Il video diventa virale in poche ore raccogliendo commenti di solidarietà e indignazione verso l’accaduto.
Una premessa è doverosa: Fabio Rovazzi è da sempre un video creator di talento e genialità creativa, cosi come ha confermato lui stesso il giorno dopo dichiarando di non aver subito nessun furto ma, semplicemente, di voler lanciare cosi il proprio ultimo brano “Maranza”.
Si tratta di un esempio di unconventional marketing, che viene realizzato, per la ricerca della sorpresa e della viralità che ne può conseguire, e che qui ha certamente raggiunto. Una modalità di comunicazione che si basa solidamente sull’idea creativa, più che sui budget e sui media utlizzati. Una modalità di comunicazione pensata per colpire l’attenzione in un mondo bombardato di stimoli e comunicazioni, in cui le persone hanno innalzato le proprie resistenze, rendendo difficile conquistare la propria awareness ed essere poi memorizzati.
La trovata pubblicitaria di Rovazzi ha diviso l’opinione pubblica: se è vero che è stata efficace nel raggiungere l’obiettivo di generare interesse, è anche vero che è stata da molti considerata ingannevole e di cattivo gusto, per il suo sfruttamento e potenziale rafforzamento di stereotipi negativi sulla città di Milano.

Fonte: Talkwalker – il grafico mostra la numerosità delle conversazioni on line e, quindi, il sentiment delle stesse.
Il dubbio rimane: perché enfatizzare le associazioni negative con un altro marchio (la città di Milano) per lanciare il proprio? Così, il video di Rovazzi girato a Milano in Corso Garibaldi solleva molte possibili discussioni sui pro e i contro di questa iniziativa:
Pro:
- impatto mediatico: l’accertamento del furto ha generato un’ampia copertura mediatica, con migliaia di condivisioni e discussioni sui social network e sui giornali. Ciò ha permesso a Rovazzi di raggiungere un pubblico più ampio e di presentare la sua nuova musica a un pubblico più ampio.
- Originalità e creatività: il video si è distinto per la sua originalità e creatività, riuscendo a catturare l’attenzione del pubblico e a distinguersi dalla massa di messaggi pubblicitari a cui siamo esposti quotidianamente.
- Engagement e interazione: la campagna ha certamente generato un alto livello di engagement e interazione da parte del pubblico, che ha commentato, condiviso e discusso il video del “furto” sui social media rendendolo virale velocemente.
Contro:
- Inganno e mancanza di trasparenza: la scelta di non rivelare immediatamente la natura inscenata del furto ha portato molti utenti a sentirsi ingannati e delusi. Questo ha danneggiato la credibilità di Rovazzi e ha creato un clima di sfiducia nei suoi confronti.
- Polemiche e critiche negative: la trovata pubblicitaria ha scatenato numerose polemiche e critiche negative, soprattutto sui social network. In molti hanno accusato Rovazzi di essere sensazionalista, opportunista e di aver strumentalizzato un tema serio come la criminalità per scopi commerciali.
- Danno all’immagine di Milano: la messinscena del furto ha contribuito a diffondere un’immagine negativa della città di Milano, alimentando la percezione di insicurezza e criminalità. Questo potrebbe potenzialmente avere ripercussioni negative sul brand stesso della città.
Ia scelta di Fabio Rovazzi è quindi un’arma a doppio taglio. Ha sicuramente avuto successo nel generare visibilità e attenzione, ma ha anche sollevato criticità etiche e capaci di generare un impatto potenzialmente negativo sull’immagine del cantante e della città di Milano. Il “purchè se ne parli ” è ancora valido ?
E’ di oggi la replica dell’assessore Maran:
“Noi milanesi potremmo avere un’idea divertente nel farti causa”
Ma perchè non cogliere l’occasione di segnalare al mondo che Milano sia meno pericolosa di quanto non si tenda a far credere?




