Dedicato a Claudio, alle startup e alla sua grande passione.
Tra i molti programmi stranieri completi presenti su Youtube, si può trovare Food Star, l’ultima produzione dell’instancabile Gordon Ramsey.
Il reality non coinvolge chef, o non solo almeno, ma imprenditori con una idea più o meno sviluppata che, raccolti in due squadre competono in ogni episodio sulle doti richieste ad un imprenditore (ad esempio tecniche di vendita o capacità di pianificare le azioni promozionali), per vincere il premio finale da 250.000 dollari per finanziare la propria impresa.
In particolare, nell’episodio 6, i partecipanti sono chiamati a sviluppare una idea di nuovo prodotto a base cioccolato da presentare poi, attraverso un pitch, ai manager di Mars.

Fonte: https://www.fox.com/
L’episodio contiene interessanti riferimenti al processo di sviluppo di una innovazione.
In particolare, i due team si riuniscono ed iniziano a mettere diverse idee sul tavolo, tutte frutto di loro ipotesi e convinzioni, legate alla formula del cioccolato da presentare, al packaging e al modo di comunicarlo.
Elaborate le idee, vengono realizzati dei prototipi che vengono sottoposti ai loro mentori (Gordon Ramesy e Lisa Vanderpump).
Il test evidenzia alcuni problemi di prodotto e di mancata conoscenza delle normative (ad esempio il fatto che in Inghilterra non è possibile promuovere i prodotti di cioccolato verso i bambini under 13) e viene suggerito alle due squadre di testare il prodotto attraverso due focus group con potenziali acquirenti.
Il focus group conferma le problematiche emerse e si procede al pitch con l’azienda con una maggiore acquisita consapevolezza, senza però poter realizzare nessun tipo di cambiamento al prodotto.
Cosa può insegnarci questa puntata?
- Occorre intanto ricordare come l’innovazione possa avere due diverse origini per un imprenditore:
- dalla capacità di leggere il mercato e la presenza di eventuali bisogni non soddisfatti che tecnologicamente sia invece possibile soddisfare
- dalla idea innovativa del singolo
L’errore da evitare, però, è quello di non coinvolgere il cliente nel processo di sviluppo del prodotto, valutando durante le diverse fasi la capacità dell’innovazione di essere realmente riconosciuta come valore da parte del cliente che poi dovrà sceglierlo.
Tale mancanza porta allo sviluppo di quello che viene definito un “orientamento al prodotto”, ovvero la ricerca di “vendere ciò che è stato prodotto” senza porsi il tema di essere scelti da un cliente in un mondo di scelte.
2) Occorre avere ben chiaro da subito chi si ipotizzi possa essere l’acquirente del nostro prodotto da assumere come target e cosa possa rappresentare il nostro prodotto nella sua mente (posizionamento).
Nella puntata si evince la mancanza di questi passaggi: il prodotto viene sviluppato sulla base delle idee di gusto e di comunicazione dei partecipanti senza una chiara visione del target (che poi diventeranno in un caso i genitori) nè del posizionamento del prodotto (un cioccolato che è una ricompensa).
3) Occorre allargare la conoscenza ad ogni aspetto relativo al prodotto che si intende commercializzare.
Nella puntata si coglie un esempio di ciò che la mancata conoscenza della legislazione può generare, ovvero la necessità di rivedere, riadattare azioni già intraprese, compromettendone totalmente l’efficacia.
4) Solo una totale, profonda, conoscenza del proprio prodotto e del proprio cliente può permettere di realizzare un pitch efficace davanti ad un investitore.
Una serie interessante per chi desidera diventare imprenditore o si è scoperto tale. Ma imprenditori si nasce o si diventa?



