
Non si parla d’altro. I feed di tutti i social hanno rimbalzato le ultime dichiarazioni di questo protagonisti con una intensità rara. Tutti ne parlano e tutti hanno una opinione in merito. Ma che lezione possiamo trarre da tutto questo?
Chiara Ferragni e Fedez non sono soltanto una coppia famosa; rappresentano due brand (personali) di enorme risonanza. Se è vero che l’identità di un brand è propria di ciascuno di essi, ciò che ne definisce l’immagine non è più solo la loro attività o le loro dichiarazioni, ma tutto ciò che gli utenti dicono di loro sui social. La loro immagine è un mosaico in continua evoluzione, formato da like, commenti, articoli, gossip e trend digitali.
Nella mente del pubblico, questi brand vivono di conversazioni: più si discute di Ferragni e Fedez, più prende forma un’immagine condivisa che va ben oltre il controllo diretto dei protagonisti. Ogni post, ogni tweet (o quelli che erano tweet), ogni meme contribuisce a creare — o a modificare — la percezione che abbiamo di loro.
Per misurare in modo tangibile l’evoluzione di questa percezione, basta osservare i grafici di crescita (o calo) dei follower sui profili social di Ferragni e Fedez. Sono veri e propri indicatori di sentiment collettivo, del giudizio che i social stanno dando dei due protagonisti di questa vicenda.
I due grafici che seguono illustrano l’andamento del numero di conversazioni on line sui due protagonisti (in alto) e del relativo sentiment (in basso).

Fonte: Talkwalker.com (conversazioni “Chiara Ferragni”)

Fonte: Talkwalker.com (conversazioni “Fedez”)
Il giudizio del mondo social è poi sintetizzato dai due grafici che seguono, che illustrano il trend dei follower che hanno abbandonato il cantante (circa – 100k) e riscoperto l’influencer (circa + 100k).

Fonte: notjustanalytics.com/
In questo quadro, Corona si conferma essere un protagonista del mondo della comunicazione on line: un personaggio che, nel corso degli anni, è passato dai tradizionali media mainstream a una forma di autoproduzione e auto-promozione digitale, ponendosi oggi come un protagonista della Creator Economy.
Il video di Fabrizio Corona dimostra che, oggi, non è più indispensabile un passaggio televisivo per ottenere notorietà o monetizzare un contenuto. Gli strumenti della creator economy — YouTube, abbonamenti premium, gestione diretta della community — permettono oggi di fare notizia e profitto bypassando giornali e programmi TV.
Ma che cos’è la creator economy?
Nella creator economy, i singoli individui producono, distribuiscono e monetizzano direttamente i propri contenuti attraverso piattaforme come YouTube, Patreon o TikTok. Come un’azienda che sceglie di vendere direttamente al consumatore bypassando intermediari e grossisti, ogni creator diventa editore di se stesso: gestisce autonomamente distribuzione, prezzi e modalità di monetizzazione, mantenendo il controllo totale sul proprio contenuto e sul rapporto con il pubblico.
Il pubblico oggi non cerca più solo notizie filtrate da media tradizionali, ma preferisce una fruizione ‘on demand’ e senza intermediazioni.

In questo scenario, anche l’informazione di gossip trova nuove strade per diventare contenuto premium, come dimostra la strategia messa in atto da Fabrizio Corona.
La strategia di Corona: dal gossip all’evento virale
Il caso più recente è il video “Il vero amore di Fedez”, pubblicato da Corona il 27 gennaio 2025 su YouTube in prima serata, come fosse un appuntamento televisivo.
I numeri confermano la validità della strategia: ad oggi, il video ha superato i tre milioni di visualizzazioni, e il canale di Corona ha conquistato quasi 300.000 di nuovi iscritti.
5 Punti per capire la Creator Economy secondo il “Modello Corona”
- Auto-pubblicazione con controllo diretto
Nel cuore della creator economy, ogni individuo (o piccolo team) gestisce in autonomia contenuti e ricavi. Fabrizio Corona ha rinunciato alle testate tradizionali per puntare sulla pubblicazione diretta su YouTube, mantenendo così il controllo totale – e i guadagni – del proprio video (e l’esperienza dello spettatore) - Un evento “lancio”
Una delle armi più potenti dei creator è la capacità di orchestrare l’uscita dei contenuti come fosse una première televisiva. Corona ha scelto la domenica sera alle 21:00, un orario “di punta” per la TV generalista, trasformando il rilascio del suo video in un piccolo evento mediatico che ha generato curiosità e attesa. - Focus sulla narrazione, non sulla produzione
Il successo nella creator economy non dipende da produzioni milionarie, ma da una storia avvincente e ben raccontata. - Freemium, Paywall e FOMO (Fear of Missing Out)
Corona ha creato un mix di contenuto gratuito (i primi 40+ minuti) e a pagamento (l’ultima parte “esclusiva”), innescando la FOMO: chi aveva già iniziato a seguire la storia non voleva “perdersi” il finale. Questo modello Freemium spinge gli utenti a pagare per accedere all’informazione più succosa, sfruttando al massimo il desiderio di non rimanere fuori. - Massimizzazione del passaparola
In una creator economy, il passaparola è la maggiore forza propulsiva. La combinazione di un contenuto “scottante” e di un lancio-evento ha generato milioni di visualizzazioni in poche ore. Chat private, community e social hanno amplificato l’effetto virale, portando a migliaia di nuovi iscritti in pochissimo tempo.
Takeaway : cosa possiamo imparare
- Le persone (e i loro contenuti) influenzano il tuo brand
L’immagine non è determinata solo dalle comunicazioni del brand: nel caso dei Ferragnez, i dati sui follower dimostrano come ogni polemica online possa cambiare in modo repentino la percezione del pubblico. - La Creator Economy apre strade innovative
L’esempio di Corona mostra come si possano monetizzare i contenuti in modo indipendente, puntando sul desiderio di esclusività. Bypassare i media tradizionali è sempre più facile e redditizio quando si ha una storia che il pubblico vuole ascoltare. - Una strategia di lancio ben pianificata fa la differenza
Programmare l’uscita del video in un orario “prime time” e annunciare un contenuto “esclusivo” da svelare soltanto agli abbonati crea un senso di evento e incuriosisce gli spettatori. - La forza della narrazione supera la produzione complessa
Non sono gli effetti speciali a catturare l’attenzione, ma la storia.





