
…e la smart home, i probiotici e i prodotti anti aging?
Tutti condividono un fattore di successo: un nome di categoria studiato o innovato, capace di posizionarli strategicamente nella mente dei consumatori e di orientarne la scelta in modo positivo.
Friggitrice ad Aria
Quando Philips ha lanciato la sua Airfryer nel 2010, ha coniato il termine “friggitrice ad aria” per descrivere un dispositivo simile a un forno ventilato compatto. Questo nome ha subito evocato l’idea di una frittura senza olio, combinando il piacere del fritto con la promessa di un’opzione più salutare. L’idea di “friggere” usando l’aria calda ha catturato l’interesse dei consumatori, rendendo “friggitrice ad aria” sinonimo di una nuova categoria di cucina innovativa.
Plant-Based
Il termine “plant-based” è stato introdotto negli Stati Uniti negli anni ’80 dal biochimico T. Colin Campbell, alla ricerca di un’espressione più neutra rispetto a “vegano” o “vegetariano.” Con “a base vegetale,” Campbell ha promosso un’alimentazione focalizzata sugli ingredienti di origine vegetale, senza escludere completamente i prodotti animali. Dall’inizio degli anni 2000, “plant-based” si è diffuso nelle etichette alimentari e nel marketing, simbolo di salute e sostenibilità.
L’impatto del Nome sulla Percezione del Prodotto
Il nome di una categoria incide profondamente sulla percezione dei consumatori, come spiegano diverse teorie di marketing:
- Ancoraggio: Etichette come “friggitrice ad aria” e “plant-based” agiscono da “ancore” che influenzano immediatamente la percezione di un prodotto. “Friggitrice” evoca immagini di cibi croccanti, mentre “ad aria” suggerisce leggerezza e modernità. Allo stesso modo, “plant-based” indirizza la mente verso qualcosa di naturale e salutare, trasmettendo autenticità e purezza.
- Posizionamento: Per avere successo, un prodotto deve distinguersi. “Friggitrice ad aria” e “plant-based” sono esempi di nomi che hanno creato una categoria a sé. Philips ha posizionato la Airfryer come alternativa salutare alla friggitrice tradizionale, facendola percepire come un accessorio moderno e quasi indispensabile. Allo stesso modo, “plant-based” ha risposto alla crescente domanda di prodotti sostenibili, diventando un simbolo di benessere.
- Atteggiamento e Intenzioni: La teoria dell’azione ragionata spiega come il nome influenzi il nostro atteggiamento e, di conseguenza, le intenzioni d’acquisto. “Friggitrice ad aria” richiama il piacere dei cibi fritti senza sensi di colpa, mentre “plant-based” rappresenta una scelta naturale, legata al benessere e alla sostenibilità, suscitando un atteggiamento positivo anche tra chi non è vegetariano.
- Percezione: La psicologia della percezione mostra come il nome crei aspettative. “Friggitrice ad aria” si allontana dall’immagine negativa della frittura, posizionandosi come uno strumento “intelligente” per il benessere. “Plant-based” enfatizza natura e salute, associandosi a una scelta etica e nutriente.
In entrambi i casi, il nome non si limita a identificare un prodotto, ma costruisce un’immagine di valore che risponde alle esigenze culturali e personali. Diventa parte integrante dell’identità del prodotto, creando un sistema di valori che guida le preferenze dei consumatori.



