Marketing e fedeltà: perché premiare solo i nuovi clienti è una strategia che non funziona

Nel settore delle telecomunicazioni, le offerte riservate solo ai nuovi clienti sono da anni una pratica standard. I bonus, gli sconti e i telefoni gratuiti arrivano puntualmente a chi cambia operatore, mentre chi è già cliente resta spesso escluso. Una dinamica che alimenta sfiducia e instabilità.

Con il suo ultimo spot, Verizon cambia direzione. Lo fa in modo leggero e pop, ma con un posizionamento strategico chiarissimo. Il protagonista è Pete Davidson, che racconta di essersi appena sottoposto a una dolorosa rimozione di tatuaggi per “fare upgrade”. Ma quando scopre che Verizon offre un telefono gratis a tutti, senza esclusioni, risponde con ironia: “Zero lasers? Count me in.”

Il messaggio è potente: “Everyone gets a free phone. On any plan. Guaranteed.
Nessuna distinzione tra chi arriva e chi è già cliente.
È più di una promozione: è una presa di posizione nel marketing della fedeltà.

Perché questo spot Verizon è una lezione sul Double Jeopardy

Il principio che guida questa campagna è noto nel mondo del marketing come Double Jeopardy (per approfondire leggi questo post) , una teoria sviluppata dall’Ehrenberg-Bass Institute.
Secondo questa regola empirica:

  • I brand grandi hanno più clienti e clienti più fedeli.

  • I brand piccoli hanno pochi clienti, e anche meno fedeli.

La conclusione è chiara: per crescere, non basta puntare solo sull’acquisizione.
Bisogna trattenere i clienti esistenti, valorizzarli, farli sentire parte del brand.

Eppure, nella pratica, molte campagne di marketing continuano a privilegiare chi arriva. Alcuni esempi?

  • Le offerte telefoniche con portabilità obbligatoria.

  • Le promozioni dei servizi streaming riservate solo ai nuovi iscritti.

  • I bonus delle banche digitali concessi esclusivamente all’apertura del conto.

  • Le offerte di energia o internet per “clienti nuovi” che penalizzano chi è fedele da anni.

In questo contesto, Verizon rompe lo schema. E lo fa costruendo una comunicazione che non solo funziona sul piano commerciale, ma trasmette un messaggio di equità e coerenza.

Fidelizzare è una strategia di crescita, non un premio di consolazione

La campagna Verizon non è solo brillante da un punto di vista creativo. È anche coerente con ciò che sappiamo sulle leve della crescita sostenibile.
Fidelizzare non significa “essere buoni” con chi è rimasto.
Significa ridurre il churn, aumentare il lifetime value, rafforzare la relazione.

Ed è anche una leva reputazionale: trattare bene i clienti attuali diventa parte del posizionamento. In uno spot di 30 secondi, Verizon è riuscita a dire:
“Non devi andartene per essere premiato.”
E quel messaggio vale più di mille claim.

Una campagna da studiare (e forse da copiare)

Verizon ha trasformato una promozione in una presa di posizione, e un’offerta commerciale in una lezione sul comportamento dei consumatori.
In un settore dove si è abituati a premiare solo chi minaccia di andarsene, lo spot con Pete Davidson suggerisce che, a volte, restare può essere la scelta migliore.

E quando un brand riesce a dirlo così bene, con una promessa comprensibile, concreta e trasparente, non è solo una buona campagna.
È marketing che funziona.
E che costruisce valore, per davvero.

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