Copy nothing.

“Copy Nothing.” Questo il payoff che accompagna la nuova identità di marca presentata da Jaguar. Un messaggio forte, che riflette un rebranding audace e destinato a far discutere. Si tratta, infatti, di molto più di una nuova immagine: è l’espressione visibile di un riposizionamento strategico, radicale, e necessario.
Jaguar ha scelto di voltare pagina, prendendo le distanze dal suo heritage storico che l’aveva consacrata come simbolo di lusso ed eleganza britannica. Questo distacco netto ha sollevato dibattiti tra appassionati e osservatori, che vedono in questa mossa una possibile perdita di identità per il brand.
Questa svolta va letta nel contesto delle difficoltà degli ultimi anni. Jaguar, di proprietà di Tata Motors dal 2008, ha registrato un forte calo nelle vendite: nel 2023, ha venduto appena 64.000 unità, meno di un terzo del suo massimo storico raggiunto nel 2018 con 180.000 auto vendute. Di fronte a questa crisi, Tata ha scelto di ripensare completamente il futuro del brand.
La strategia è chiara: Jaguar punta a diventare un marchio completamente elettrico entro il 2026, collocandosi nel segmento del lusso e sfidando colossi come Bentley e Porsche. Come parte di questa transizione, a giugno 2024 è stata sospesa la produzione della maggior parte dei modelli a benzina e diesel, per fare spazio a una nuova generazione di veicoli. Tra questi, una concept car di lusso, in uscita a fine anno, con un prezzo stimato di 120.000 euro.
Il nuovo logo, lo slogan ambizioso e una comunicazione che celebra modernità e innovazione rappresentano un tentativo di traghettare Jaguar verso il futuro. Tuttavia, questa rottura con il passato ha generato critiche. Molti si chiedono se il brand riuscirà a mantenere la propria anima, rinunciando alla sua identità storica per un futuro più contemporaneo.
Jaguar scommette tutto sul lusso elettrico. Il tempo dirà se sarà una rivoluzione vincente o una perdita di ciò che ha reso il brand un’icona.

Fonte: talkwalker.com
Al di là delle discussioni, Jaguar invita tutti ad aspettare a giudicare ed avere pazienza ancora fino al 2 dicembre.
Perchè queste polemiche?
Innanzitutto, la comunicazione non mostra nessuna auto. Tanto che anche Musk si è spinto a commentare:

Fonte: X.com
Fonte: Jaguar
Uno spot che ha centrato l’obiettivo: far parlare di sé. In soli quattro giorni ha superato 1.600.000 visualizzazioni, diventando un vero e proprio argomento di discussione. Non si tratta quindi di uno spot d’auto, ma di una dichiarazione di intenti, un manifesto di valori che anticipa ciò che, si può immaginare, il brand trasferirà nella nuova generazione di automobili.
“We’re here to delete ordinary. To go bold. To copy nothing.”
Un messaggio chiaro e audace, che traccia la strada verso il futuro di Jaguar.
Merita una citazione l’ironica risposta del brand “Nothing” il giorno del lancio.

In conclusione, il rebranding di Jaguar rappresenta una svolta epocale, un passo coraggioso verso un futuro elettrico e di lusso che segna una netta discontinuità con il passato. Se da un lato questa scelta può sembrare rischiosa, dall’altro dimostra una visione chiara e ambiziosa per affrontare le sfide di un mercato in evoluzione.
Jaguar non si accontenta di adattarsi: vuole riscrivere le regole, rompere gli schemi e ridefinire il concetto di esclusività nel settore automobilistico. Tuttavia, la vera sfida sarà convincere i clienti che l’essenza del brand, quella che l’ha resa un’icona per decenni, non si perderà nel processo.

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