
E’ un tema che ha tenuto banco, e forse lo tiene ancora, dall’inizio di settembre, dal lancio sugli scaffali italiani ed europei della versione vegan di quella che per tutti è ben di più che una semplice crema spalmabile alle nocciole chiamata Nutella.
Prima ancora di ogni prova di assaggio, affidandomi ai commenti che si trovano on line, l’accoglienza sembra calorosa, trattandosi di un prodotto sostanzialmente non distinguibile dall’originale.
Il lancio di questo prodotto pone, a mio parere, un interessante potenziale tema di posizionamento: se è vero che la scelta fatta appare chiaramente visibile dal naming e dal colore del tappo, ci si può chiedere se questo prodotto poteva essere “vegan” o un prodotto “senza lattosio”.
Il mercato vegan è certamente un mercato piccolo numericamente ma in trend fortemente positivo, trend di certo interesse per l’azienda piemontese che coglie così l’opportunità di presidiare questa crescita. Il prodotto però poteva fin dall’inizio essere posizionato anche al più grande e convenzionale mondo del “senza latte”, essendo adatto a tutti coloro che, vegani o non, scelgono di limitare (o eliminare) il consumo di latticini, eventualmente perché colpiti da una intolleranza. (Attenzione: il prodotto non è adatto agli allergici ai latticini perché realizzato in uno stabilimento convenzionale e potrebbe conservarne traccia).
La scelta di Ferrero è dichiaratamente di posizionarsi come prodotto vegan.
Se è vero che la potenza del brand Nutella è tale da lasciare facilmente intravedere una entrata roboante sul mercato, sarà interessante misurarne nel tempo la performance.
Certamente questo lancio, come dicevo, suscita una serie di riflessioni.
Innanzitutto i tempi:
colpisce che un leader come Ferrero arrivi come follower in un mercato in cui si trovano molti brand già affermati
In seconda battuta:
è sufficiente togliere il latte ad un prodotto per renderlo vegan? i consumatori vegani, integralmente attenti alla natura più o meno processata dei prodotti consumati, sono realmente i futuri acquirenti di questo prodotto con etichetta comunque lunga, processato e con olio di palma?
Tra l’altro, quest’ultimo tema continua a impedire una maggiore percezione di sostenibilità del prodotto, come molti auspicherebbero.
Il brand Nutella è certamente uno dei protagonisti del panorama alimentare italiano e la sua potenza sarà certamente apprezzabile anche in questo lancio, che stimola solo riflessioni, prima che una cucchiaiata induca anche a me a pensare che il mondo possa essere un posto migliore.



