FOMO: la psicologia dietro le decisioni d’acquisto

Avete sentito parlare di FOMO, o “Fear of Missing Out”? Si tratta di un fenomeno più comune di quanto si pensi, e che influenza, senza che ce ne rendiamo conto, la maggior parte delle scelte dei consumatori. Il FOMO rappresenta una sensazione di ansia legata alla perdita di esperienze gratificanti ed è dovuta all’aumento dell’uso dei social media, che hanno trasformato le esperienze in storie in tempo reale, una dopo l’altra su siti come Instagram, Facebook e Tiktok.

Un’indagine del Global Web Index ha rivelato che circa il 69% degli intervistati ha sperimentato la FOMO a un certo punto, e il maggior numero di prevalenze si è registrato tra i giovani adulti e gli adolescenti. Uno studio di Harris Interactive ha dimostrato che il 60% dei giovani adulti concorda sulla necessità di pubblicare post sui social media solo per non sentirsi fuori dal giro: una prescrizione quasi certa per l’intensificazione della FOMO. Questo influenza le emozioni e modifica direttamente le decisioni di acquisto. Per esempio, un sondaggio di Eventbrite ha indicato che il 50% delle persone è più propenso ad andare agli eventi se ha l’idea che anche altre persone potrebbero andarci.

Le imprese riconoscendo il potenziale delle logiche FOMO, utilizzano alcune strategie per incoraggiare le vendite e il coinvolgimento dei consumatori. Ad esempio, le offerte limitate nel tempo che creano un senso di urgenza, un impulso pressante da parte dei clienti a fare un acquisto. Un esempio classico è quello di Amazon, che durante eventi come il Prime Day propone offerte lampo per incentivare la decisione d’acquisto. Abbiamo poi considerato anche in questi spazi iniziative e collaborazioni tra i brand che potrebbero sfruttare la FOMO con il rilascio di prodotti in edizione limitata, creando un’attesa da parte dei clienti. Nike, ad esempio, spinge la FOMO all’ipervelocità rilasciando scarpe limitate in modo tale da far sentire i consumatori obbligati a non perdere l’occasione. Un sondaggio di OnePoll ha rilevato che il 58% degli acquirenti ha ammesso di aver acquistato qualcosa d’impulso a causa della FOMO, spesso provocata da una vendita o da un’offerta limitata nel tempo.

Fomo: pro e contro. Si può certamente considerare come l’uso di queste tecniche possa avere effetti positivi sulle vendite e sul rapporto tra brand e consumatore, aumentandone il coinvolgimento D’altro canto, un uso eccessivo della FOMO può causare ansia e insoddisfazione che possono portare a una riduzione della fiducia nel brand. Diversi studi hanno dimostrato che la FOMO può essere correlata a un livello più elevato di ansia e depressione, soprattutto tra coloro che trascorrono molto tempo sui social media. In altre parole, la FOMO è una strategia di marketing molto efficace nell’influenzare il processo decisionale di un consumatore che, però, deve essere usato con la consapevolezza che esso può generare insoddisfazione e stress. Le aziende dovrebbero quindi cercare di elaborare esperienze di vita reale che, oltre a giocare con la paura di perdere qualcosa, portino alla fiducia, emozioni positive e alla fedeltà.

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